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Interview
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Tokafi (Novembre 2008) |
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Articolo/intervista sul sito tedesco tokafi.com nel novembre 2008. L'intervista è a cura di Tobias Fischer e le risposte sono di Alessandro Cartolari Anatrofobia: 'Brevi Momenti di Presenza' continues the Osmosis
The career of Italian formation Anatrofobia has been a long and winding road. Quickly approaching their 20th anniversary, the band has amassed a colourful discography comprising studio recordings, live albums and soundtrack work, parts of which have already been endowed with coveted awards at home. A mere three years ago, the threepiece organised and performed a tribute to legendary progressive rock outfit King Crimson, which seemingly cemented their position as an inspiring force on the scene and served as a document of their symbiotic style incorporating elements from Jazz and Rock, always acknowledging the influence of popular music on their work. Their latest album “Brevi Momenti di Presenza” sees them taking a turn towards new shores, however. “This CD is a new beginning. Anatrofobia abandon their personal jazz-rock style. Now, their music is a new synthesis of acoustic and live-electronics, structured and aleatoric sounds, programming and free improvisation”, their website explains and Alessandro Cartolari remembers: “Our attempt was to create a series of structured improvisations playing with noise and silence, order and caos. We tried to include these thoughts into one long piece as an attempt to express the whole more communicatively and less abstract.” All band members took on additional duties, with Cartolari adding sound manipulation to his tasks as an Alto Saxophonist. The result is an avantgardistic and hypnotic tour de force of momentously pulsating Synthesizers, delicate lower case operations at the verge of complete quietude, Free Jazz erruptions, cool soundscapes and clattering percussion work.
The approach of conceptualising “Brevi Momenti” as a series of short scenes, which are all part of a single, overarching concept, lends an even more ambitious aura to a record already excelling in a plethora of musical ideas. Originally, prerecorded work was going to be juxtaposed with live registrations, but in the end, the band opted for the pure studio edit: “In December 2006 and April of 2007, we entered the studio to record two sessions of the long piece ‘Brevi momenti di presenza’”, Cartolari explains, “Afterwards, we decided to use December version for the first part of the CD, while culling second part from the April recording. Since we played this piece in different concerts, it would have been better to record it live with audience, but due to some logistical problems, it was impossible to come up with a satisfying result.”
It has only turned the album into an even more claustrophobic and majestic work. It is a sensation created by the solemn grace of its tranquilly floating moments of surreal dronework, as well as by its sheer versatility. Furthermore, precisely composed passages take turns with exactly delineated improvisations: “There are no free improvisations on the CD, only structured ones. Meanwhile, some short events in the central part of the album were completely written out, as we wanted give an idea of sense and order when returning from silence into sound and before returning to silence anew.”
As ambitious as it may be, quite a few bands in Italy are currently exploring similar paths, combining electronics with faint traces of Jazz and Rock. Cartolari remains casual about the possibility of this creating a new scene of sorts: “I think that anyone who is a curious musician is currently hard pressed to achieve complete certainty in approaching his instrument and his music”, he ponders, “Today the sheer speed of music production and the increasing reach of communication channels has lowered barriers between different styles. The result is a continuos osmosis. I don’t know if that’s a good thing. But it’s the way it is...” Judging by the impact of “Brevi Momenti”, it is certainly a movement capable of delivering impressive blows. Tobias Fischer |
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Blow Up (Novembre 2007) |
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Intervista su Blow Up di Michele Coralli nel Novembre 2007 Intervista a Andrea Biondello, Alessandro Cartolari e Luca Cartolari "Brevi momenti di presenza" segna un cambiamento di rotta nella vostra produzione soprattutto in merito all'organico che da cinque elementi è passato a tre. La mancanza di Roberto Sassi alla chitarra e Alessio Pisani al fagotto ha prodotto una notevole rarefazione del suono, ma anche un cambiamento nella condotta complessiva molto più orientata all'improvvisazione in un senso quasi totalizzante. Mi dite qualcosa sul perché di questi cambiamenti? Alessandro Cartolari: Dopo "Tesa Musica Marginale" abbiamo pensato che per poter fare un passettino in avanti nel nostro percorso musicale, avremmo dovuto togliere piuttosto che aggiungere e quindi ci siamo concetrati sul trio, da sempre nucleo del nostro suono. Sapevamo che l'attività costante settimanale del trio avrebbe potuto aiutare a far crescere il nostro linguaggio improvvisativo e in particolare l'integrazione del crescente lato informatico. Le collaborazioni sono sempre state importantissime in questi anni e senza dubbio torneranno ad esserlo, avevamo però bisogno di chiarire bene le nostre idee, cancellare e modificare spesso il nostro lavoro. Vogliamo troppo bene a Rob e Alessio per fargli subire queste psicosi collettive anatrofobiche. |
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MovimentiProg (Novembre 2007) |
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Intervista su MovimentiProg di Donato Zoppo nel novembre 2007 Il 3 novembre 2007 al CSA Depistaggio di Benevento si esibirà il trio torinese, assai apprezzato dalla critica per l’audacia e la complessità del sound Free jazz, ricerca sonora, provocazione e spiritualità: arrivano gli Anatrofobia
Non è semplice parlare degli Anatrofobia. Sicuramente per la difficoltà della proposta artistica, che si accosta tanto a certe coordinate free-jazz quanto alla ricerca di area colta ed elettronica, e che piace tanto agli appassionati del panorama alternativo italiano, quanto ai cultori di quello spirito progressive che animava i migliori King Crimson, Henry Cow e Soft Machine. Ma anche per ciò che questa musica comunica: caos e ordine, turbolenze e silenzi. Il titolo del nuovo disco, "Brevi momenti di presenza", è eloquente; la definizione che i tre usano per la propria formula, "tesa musica marginale", è un manifesto programmatico chiaro ed efficace. Il trio torinese suonerà sabato sera al CSA Depistaggio in occasione della rassegna "October Jazz": incontriamo Alessandro Cartolari, sassofonista e portavoce della band, alla vigilia dell’atteso concerto, che il radio show Rock City Nights trasmetterà in diretta radio dalle 22.30. |
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Agartha (Settembre 2007) |
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Intervista su Agartha di Ruggero Formenti nel Settembre 2007 Intervista a Alessandro e Luca Cartolari Il titolo, “Brevi momenti di presenza”, rispecchia effettivamente il contenuto sonoro del disco? …paesaggi sonori delineati più da “vuoti” che non da linee armoniche e melodiche esplicite e presenti,una ritmica dilatata o assente, un approccio decisamente minimale… Alessandro Cartolari: Il titolo per noi è sempre stato una sorta di incipit programmatico e quindi anche questa volta credo lo possa essere. Dopo Tesa Musica Marginale ci siamo chiesti quale direzione volevamo prendere e la prima reazione è stata quella di "togliere" per vedere cosa rimaneva delle nostre strutture e delle nostre improvvisazioni, fare maggiore attenzione al gesto, al timbro piuttosto che al fraseggio, valorizzare le pause. Questa prima scelta chiaramente ci ha portato ad una serie di tentativi piuttosto freddi ed autistici, poi pian piano con un maggior investimento di tempo e di studio rispetto al passato nel timbro sia acustico che elettronico, abbiamo trovato un nostro modo di esprimere Anatrofobia nel 2007. Valorizzare il rapporto tra suono acustico e il live-electronics, tra il suono voluto e quello casuale, tra struttura ed improvvisaziozione, questo è il tentativo. Questa è anche da sempre la strada presa da anatrofobia, forse oggi con maggiore coraggio rispetto al passato. |
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Mucchio Selvaggio (Maggio 2004) |
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Intervista su Mucchio Selvaggio di Loris Furlan nel Maggio 2004 Intervista a Luca Cartolari Quando e come avete sentito l’esigenza di allargare il vostro organico? Già in passato avevate collaborato con numerosi musicisti, ma mai – mi sembra – in maniera così profonda… Il quintetto di “Tesa Musica Marginale” è l’incontro di due quartetti e del trio con cui Anatrofobia si è esibito Live a partire dal 2002. Da una parte il trio fondatore, che sempre più è diventato il cuore di un piccolo laboratorio musicale, dall’altra il quartetto con il chitarrista elettrico Roberto Sassi (ex Cardosanto) e il quartetto con Alessio Pisani, fagottista classico. Prima delle ultime registrazioni si è deciso di unire in un unico progetto le varie esperienze parallele. Tutt’ora, comunque, il trio, il quartetto con Roberto e infine il quintetto continuano a esistere parallelamente. La collaborazione con Roberto e Alessio dura ormai da anni e si sta facendo sempre più stretta e profonda. Il loro contributo a questa fase di Anatrofobia è sicuramente essenziale ed importantissimo. In particolare quest’anno il quartetto con Roberto ha raggiunto, dal nostro punto di vista, un notevole affiatamento live, dandoci importanti indicazioni per la nostra futura evoluzione. Devo dire che anche in passato il trio si era allargato con continuità ed entusiasmo ad altri musicisti. Ricordo, anche per la profonda amicizia che ci lega, la collaborazione con Mario Simeoni, flautista e sassofonista del 2°,3° e 4° cd. Gianni Trovero (tromba) è stato con noi diversi anni e in molti concerti. Anatrofobia, dunque, pur essendo “promosso” principalmente dal trio originario è un gruppo che spera di essere il più aperto possibile verso l’esterno. Oggi, probabilmente, con la maggiore esperienza riusciamo ad ottenere risultati musicali migliori che in passato. |
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